Sommario
Lama Gangchen un giorno ci disse: “Noi stiamo edificando il nostro tempio qui ad Albagnano. Però ricordatevi che il tempio più importante è la natura” . Ci ha insegnato a vedere la presenza dei cinque elementi in ogni essere e ci ha trasmesso metodi efficaci per realizzare la pace con l’ambiente, interno ed esterno. Ci ha insegnato il potere trasformativo della natura e non solo ad andare nella natura per la sua bellezza. Diceva: “Al di là della nostra volontà e delle nostre capacità, stando nella natura ci trasformiamo”.
Noi siamo natura. Riuscire a comprendere e ad assimilare questo concetto richiede un cambio di prospettiva perché veniamo da una concezione del cosmo antropocentrica in cui l’uomo viene considerato come separato dalla natura e superiore a tutto. Il buddhismo ci accompagna passo a passo verso una visione differente e più coerente della realtà: il cosmo si sostiene grazie ad una complessa rete di interazioni in cui ciascun elemento e ciascun essere ha la sua importanza.
Buddha Shakyamuni ci ha insegnato che tutti gli esseri senzienti desiderano la felicità e vogliono evitare la sofferenza: in questo non c’è nessuna differenza tra noi e gli insetti, ad esempio. Nelle recitazioni e nelle meditazioni siamo invitati a familiarizzare con l’idea che tutti gli esseri sono state nostre madri nelle innumerevoli vite passate. Altre meditazioni ci guidano a sviluppare generosità verso i microrganismi che vivono dentro di noi (il microbiota) senza i quali non potremmo avere una buona salute e un processo digestivo efficiente. Gli esempi nella tradizione sono innumerevoli.
Da tre anni a questa parte c’è un’iniziativa del Centro di Albagnano che unisce scienza, pratica e spiritualità intorno a questo tema: Dharma e natura. Quest’anno si è svolta dal 15 al 23 agosto con una ricchezza di contributi che vanno dalla filosofia buddhista allo yoga vedico, dalle medicina naturale alla danza consapevole, dal suono di guarigione della campane tibetane all’escursione in montagna con insegnamenti e meditazioni, dall’astrologia alle arti visive e plastiche nella natura.
È un programma che richiama persone di tutti i tipi: dai discepoli che frequentano i maestri da anni a chi si avvicina per la prima volta al Dharma e al sentiero che conduce alla pace interiore. Il legame tra il cammino interiore e la natura è sempre stato molto stretto, tanto che yogi e meditatori si sono sempre inoltrati nei boschi e hanno scelto falesie e luoghi remoti per facilitare il contatto con se stessi. Albagnano non è certo un luogo remoto – a soli 15 minuti di automobile dalla città di Verbania – ma sicuramente è in mezzo alla natura e questo lo rende favorevole per iniziative come questa.
Lama Michel Rinpoche, nell’insegnamento che ha tenuto ad Alpe Devero durante la camminata con la sangha, ha detto: “Ci sono luoghi che per loro caratteristica hanno un’energia di guarigione, portano calma interiore, aiutano ad entrare in contatto con se stessi. Quando noi interagiamo con l’ambiente, pensiamo principalmente al nostro bisogno; invece la natura crea un’armonia fra il tutto. Quando lasciamo interagire la natura in modo spontaneo, questa va verso l’armonia. Più un luogo è armonioso e più trasmette anche a noi quell’armonia”.
Se leggi queste notizie, sei parte di questa storia. La tua curiosità, la tua amicizia e il tuo sostegno contribuiscono a tenere vivo questo luogo.
La generosità del dare materialmente è uno dei pilastri della pratica buddhista: la condivisione offre una base solida alla crescita interiore e permette di accumulare energia positiva per il cammino spirituale. Ci permette di “allargare il nostro egoismo” – come ci insegna Lama Michel Rinpoche – per poi diventare più altruisti, imparando a riconoscere che non c’è alcuna differenza tra me e l’altro.
Dal 1997 c’è una realtà legata al centro di Albagnano, nata su ispirazione e iniziativa di Lama Gangchen Rinpoche, che ci aiuta proprio ad allargare il cuore e a condividere qualcosa con chi ha di meno. Inizialmente chiamata Kiurok Tsochun, cioè “aiuto ai più poveri e dimenticati”, oggi tutti la conosciamo con il nome di Lama Gangchen Help in Action. Enrica Mazzi, che ne è la presidentessa, ci racconta qualche nota interessante.
“Nei primi anni ‘90 con Lama Gangchen andavamo in visita ai campi rifugiati tibetani e ai monasteri nel Sud dell’India dove c’era molta povertà. Lui riceveva un sacco di richieste d’aiuto. Nella sua grande generosità, dava tutto quello che aveva senza tenere nulla per sé. Nel frattempo, ci mandava le foto e le lettere di famiglie in difficoltà. Così sono nate le prime adozioni a distanza e i primi progetti d’aiuto con il sostegno dei donatori”.
Enrica prosegue: “L’associazione si è costituita formalmente nel 1997 e oggi le adozioni a distanza sono 463. I donatori attivi sono 535 e provengono da: Italia, Germania, Olanda, Francia, Svizzera, Spagna e Brasile e può contare su una rete di organizzazioni di supporto in Olanda, Germania, Francia e Spagna”.
L’associazione ha vari progetti, ma uno fra tutti tocca di più il cuore dei donatori: “Senza dubbio si tratta delle adozioni a distanza. La gioia di veder crescere un bambino o una bambina e di sostenerli e accompagnarli nei loro primi passi nel mondo dopo gli studi è impagabile”.
Oggi si riflette molto sullo stile di aiuto delle organizzazioni internazionali, soprattutto per superare una visione assistenzialista e paternalista: “In Help in Action l’aiuto è sempre partito dal basso, cioè dall’ascolto diretto delle persone e delle collettività. Solo in un secondo momento si è tradotto in azione. Grazie alla straordinaria guida dei nostri maestri, siamo potuti entrare in contatto con una rete di monaci e volontari sinceramente uniti nel desiderio di aiutare. Questa è davvero un’opportunità speciale per chi vuole dare un sostegno, rispondendo alle reali necessità delle persone”.
Chiedo ad Enrica quali sfide affronta oggi l’associazione: “In un’epoca segnata da una crescente instabilità climatica, economica e geopolitica, la sfida è quella di consolidare la rete di aiuti verso le popolazioni più fragili e più colpite dai problemi emergenti”.
A tal proposito, Help in Action ha avviato una raccolta fondi per l’emergenza creata dalle alluvioni del fiume Bhotekoshi nella regione di Rasuwa, a ovest della valle di Kathmandu, a seguito del crollo di un ghiacciaio il 26 agosto. I fondi saranno poi indirizzati verso le necessità identificate dall’associazione grazie ai partner locali.
Concludo la chiacchierata chiedendo come è possibile aiutare l’associazione: “Avviando una nuova adozione a distanza o semplicemente facendo una donazione libera. Un aiuto importante è anche rappresentato dal 5×1000 nella dichiarazione dei redditi. Infine, tramite la condivisione dei post nei nostri canali Facebook e Instagram”.
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Se Lama Gangchen Rinpoche ha messo un particolare sforzo nel realizzare il Centro di Albagnano, ha messo altrettanto sforzo per piantare i semi della pace interiore ovunque andasse nel mondo, sia in Oriente sia in Occidente. In Asia naturalmente la sua presenza si inseriva in una tradizione già consolidata, in Occidente invece il buddhismo muoveva i suoi primi passi.
Dai semi piantati, sono nate piccole o grandi realtà intorno a gruppi di discepoli e praticanti. In alcuni casi oggi troviamo un vero e proprio tempio o sala di meditazione, in altri casi ci sono gruppi informali che si riuniscono in spazi privati per l’Autoguarigione, per la Guru Puja o per seguire gli insegnamenti dei maestri.
Lama Caroline ha preso l’impegno di visitare tutti i Centri NgalSo e di aiutare le piccole e grandi comunità sparse in Occidente a camminare insieme. Da una chiacchierata con lei abbiamo raccolto notizie interessanti: “Incontrando questi centri, mi sono accorta che le persone ci vanno prima di tutto perché cercano la guarigione del corpo e della mente. Magari stanno attraversando un momento difficile della loro vita e trovano beneficio nelle pratiche trasmesse da Lama Gangchen”.
Continua raccontando: “Ogni centro è una realtà a sé per cultura, ambiente, territorio, clima e così via. Ciascuna è come un giardino in cui Lama Gangchen ha piantato dei semi e le persone impegnate in questi centri sono i giardinieri della pace. È bello vedere come ciascun gruppo si prende cura del proprio giardino al meglio delle sue possibilità”.
Andiamo alla radice della questione: perchè esistono i centri di Dharma? “In un centro di Dharma non cerchiamo il successo mondano: non ci interessa quante persone vengono, quanti soldi abbiamo, quanto siamo famosi, ecc. Il successo si misura sul cambiamento delle persone in positivo, sulla loro rivoluzione interiore”.
Conclude con un consiglio: “Tante persone vogliono creare nuovi centri, ma al momento è meglio concentrarsi su quelli già esistenti. Consiglio di creare un gruppo di studio affiliato ad uno dei centri più vicini. Per il resto ci sono numerosi materiali online che si possono utilizzare quando non è possibile recarsi fisicamente ad un centro”.
Per chi desidera saperne di più, c’è una pagina del nostro sito con un elenco dedicato. Con l’auspicio che tutti possano aiutarsi a camminare sul sentiero insieme per compiere quella “rivoluzione interiore” di cui ci ha parlato Lama Caroline.

