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Buone notizie e aggiornamenti da Albagnano – Gennaio 2026

Sommario

Il nuovo sistema di tesseramento online: uno strumento di partecipazione attiva e consapevole

Grazie allo sforzo dei nostri tecnici, da alcuni mesi a questa parte è disponibile il nuovo sistema di tesseramento online. Sappiamo che non tutti possono fisicamente recarsi ad Albagnano o a Milano e che molti amici e discepoli seguono insegnamenti e pratiche da lontano, non solo dall’Italia. Oggi anche per costoro sarà possibile aderire all’associazione Kunpen Lama Gangchen e sostenerla con la quota associativa.

Per un’associazione, il sostegno e l’interessamento dei propri soci è fondamentale. Essere in regola con il tesseramento associativo è importante per poter usufruire di tutti i servizi del Centro – in particolare il bar, la mensa e la casa per ferie – e per votare il bilancio annuale ed eleggere i candidati al Consiglio di Amministrazione, le cui cariche vengono rinnovate ogni tre anni. Soprattutto il tesseramento è un modo concreto e semplice di partecipare al sangha, ovvero alla comunità spirituale che cammina insieme sul sentiero indicato dal Buddha

Abbiamo intervistato Aldo Marzano, presidente del Kunpen Lama Gangchen, per conoscere più da vicino il valore di questo piccolo gesto. Aldo racconta: “Ricordo bene il primo incontro con Lama Gangchen Rinpoche. In quell’occasione Rinpoche ci spiegò che kunpen significa “per il beneficio di tutti gli esseri”. È una direzione che ha indicato fin dall’inizio e che continua a guidarci ancora oggi. Il tesseramento, quindi, non è più soltanto una voce di bilancio seppur importante: è diventato uno strumento di partecipazione consapevole. Significa sentirsi parte di una comunità che negli anni è cresciuta. Oggi chi diventa socio sceglie di condividere un modo di essere, di comportarsi e di agire, partecipando attivamente alla crescita del Centro”.

Abbiamo chiesto al presidente di dirci qualcosa anche sull’innovazione rappresentata dal tesseramento online: “La tessera online non è solo una facilitazione tecnica: è un modo per accorciare le distanze. Permette a chi non può essere presente fisicamente di continuare a sentirsi parte della nostra comunità e ci aiuta a custodire meglio questo legame, rendendolo vivo”.

Questa opportunità che oggi abbiamo a disposizione sembra piccola, ma ha richiesto mesi di intenso lavoro a Steve Fontaine, programmatore e responsabile dei sistemi informatici e tecnici di Albagnano Healing Meditation Centre. A lui va il nostro grazie per questo avanzamento importante, insieme a tutti coloro che hanno contribuito ad adattare il sistema alla realtà concreta del Centro.

Per conoscere le modalità di adesione all’associazione, è sufficiente andare sulla homepage del nostro sito e cliccare su “Richiesta di ammissione a socio”. L’utente sarà guidato nella registrazione e creazione di un account o – se già registrato – potrà accedere tramite e-mail e password alla propria area personale e rinnovare la tessera per l’anno corrente.

Le Parole di Buddha: un tesoro prezioso nella biblioteca del nostro tempio

La Biblioteca “Oceano di rilassamento”, che si trova all’ultimo piano del Tempio del Cielo sulla Terra, è uno spazio fortemente voluto da Lama Michel Rinpoche sin dalla progettazione del tempio. Lama Michel è convinto che, in questa era così pervasa dai social media, la lettura su carta sia un’opportunità preziosa per praticare la concentrazione senza gli stimoli costanti ed eccessivi del digitale. All’interno dei volumi in formato tibetano tradizionale (detto petcha) e occidentale presenti in biblioteca, una delle collezioni più importanti è quella del Kangyur, una raccolta dei discorsi del Buddha. Sebbene già presente in lingua tibetana, l’idea del nostro maestro è stata quella di stamparla in formato tradizionale anche in lingua inglese per renderla accessibile a tutti. 

Grazie all’immenso lavoro di un team di traduttori, insegnanti di Dharma, professori e tecnici e il sostegno della Fondazione Khyentse, anno dopo anno la traduzione in inglese è stata messa a disposizione sul sito 84000.co. Da un anno a questa parte, un team del nostro Centro sta lavorando affinché i testi del Kangyur vengano impaginati, stampati su carta di riso, avvolti nel broccato e catalogati nella nostra biblioteca per essere a disposizione di tutti. Si tratta di un progetto ambizioso che sta richiedendo tempi lunghi e competenza oltre a strumenti dedicati come una stampante specifica per il formato petcha e la carta di riso. Da alcuni mesi è possibile sostenere il progetto con una donazione libera. Oltre a questa opzione, di recente è stata introdotta la possibilità di sponsorizzare un testo specifico: le modalità specifiche per farlo sono illustrate sul nostro sito.

Per conoscere più in profondità il lavoro che sta svolgendo il team coinvolto nel progetto, abbiamo ascoltato la testimonianza di Lucia Musto. Lucia ha lavorato per molti anni nell’editoria trattando grandi volumi di testi complessi. In questo progetto è incaricata di codificare i testi ricavati dal sito 84000, di impaginarli con InDesign e di preparare il file PDF di stampa: “Quando mi è stato chiesto di collaborare a questo progetto, ho sentito una grande commozione. Si tratta di un’attività che richiede concentrazione, pazienza e sforzo entusiastico. La lettura di ogni singola riga dei testi di Buddha mi fa sentire profondamente nel cuore le sue parole: questo lavoro è diventato una pratica che mi sta portando un grande beneficio”. Sharon Dawson affianca Lucia nel lavoro di correzione delle bozze che poi ritornano a Lucia per le modifiche finali. Alaor Cunha, infine, procede alla stampa grazie ad una speciale macchina acquistata e testata finemente per questo scopo.

Kris Dohmen, in quanto coordinatore della biblioteca, è responsabile della fase di catalogazione dei volumi nel software elettronico in cui sono presenti i titoli di tutti i volumi presenti sugli scaffali. Kris ci dice: “Le biblioteche sono molto più che semplici contenitori di carta stampata. Nelle parole del Buddha “l’illuminato”, si manifesta l’insieme dei suoi pensieri di guarigione del corpo e della mente. Quindi, in modo figurato, chi entra nella biblioteca entra in uno spazio di coscienza che aiuta a contemplare questi pensieri”. 

Al momento sono stati impaginati e stampati 12 testi. Il primo ad essere avvolto nel broccato, catalogato e posizionato in biblioteca è stato Lalitavistara che dal 30 novembre è a disposizione di chiunque desideri consultarlo in loco. Questo tesoro disponibile per tutti noi è un regalo inestimabile a cui stanno contribuendo tante persone con le loro donazioni: oltre al team che vi lavora in prima fila, a tutti costoro va la nostra gratitudine per il sostegno prezioso e per il beneficio che le parole di Buddha impresse nel Kangyur porteranno a tanti.

I 5 elementi e l’interdipendenza della natura ad Albagnano

Chi arriva al Centro di Albagnano, si trova immerso in un’immensa area verde fatta di giardini e boschi che circonda lo stupa, il tempio e gli altri edifici e si estende fino ai parcheggi. I più attenti si rendono conto che c’è qualcosa di speciale nella cura di questo splendido ambiente naturale in cui dimorano alberi antichi e altri di recente piantumazione insieme ad arbusti, fiori e piante medicinali utilizzate per gli infusi. I visitatori percepiscono una vitalità che non si trova in altri giardini. L’ordine che sta dietro a questo ambiente naturale, infatti, non è semplicemente un ordine di tipo visuale ed estetico, bensì attinge al concetto di interdipendenza che – oltre ad essere centrale nella filosofia buddhista – è anche il fondamento della Permacultura. 

Pete Webb, che coordina e cura i giardini del Tempio con l’aiuto soprattutto di Nathan, è un esperto di Permacultura e spiega in che senso l’interdipendenza è alla base di questo approccio alla cura dell’ambiente naturale inteso come l’insieme degli esseri viventi – piante, animali ed umani – e degli elementi che lo compongono, gli uni in relazione agli altri.

Abbiamo chiesto anzitutto a Pete di raccontarci come è arrivato ad Albagnano: “Lama Gangchen, insieme a Lama Michel, visitava ogni anno la terra dove io e Bel (madre di Lama Michel) accoglievamo persone e gruppi che desideravano imparare dalla natura attraverso percorsi di educazione non formale. Anno dopo anno vedeva i cambiamenti che avvenivano e mi disse: un giorno verrai ad Albagnano. Nel 2010 aiutai ad interrare alcune delle prime piante da frutto che oggi si trovano nei giardini: prugne, cachi e fichi. Dopo il passaggio nel parinirvana di Rinpoche nel 2020, ci siamo trasferiti definitivamente qui per stare vicini a Lama Michel e per aiutare il sangha”. 

Gli chiediamo com’erano i giardini al suo arrivo: “Tra il Labrang (casa dei lama) e il centro c’erano dei terrazzamenti invasi da Robinia, una pianta infestante che di tanto in tanto veniva tagliata. In quel periodo il tempio era in costruzione per cui c’era un via vai di macchine scavatrici e il terreno era fortemente disturbato. C’erano i segni di un orto dove oggi troviamo il parcheggio, ma già dismesso da tempo. In generale non c’erano molte piante, tranne dove c’è il Buddha Garden e oltre l’edificio del centro. Era il periodo del Covid e spendevo molto tempo nel bosco e in montagna a scoprire il territorio, ad esempio volevo capire da dove arrivava l’acqua. E ho scoperto che una delle poche fonti d’acqua gratuita rimaste è quella che sgorga da sotto il tempio”.

Il luogo in cui sorgono il tempio e il centro buddhista è speciale e Pete ci spiega il perché: “Si tratta di un territorio ricco di fonti d’acqua, battuto dal vento. Anche per questi motivi, oltre che per le pratiche tantriche, Albagnano è un luogo dedicato alla trasformazione interiore. Per questo a volte può risultare troppo intenso e non tutti sono pronti ad accogliere questa energia impetuosa”.  

A questo punto gli chiediamo in che senso l’interdipendenza è alla base dell’interazione tra gli esseri: “L’ambiente naturale è stato in continua trasformazione per milioni di anni, periodo durante il quale anche gli esseri senzienti si sono trasformati. Come ci insegna Lama Michel, ogni interazione porta ad una trasformazione. Per questo, prima di tutto, è importante osservare come gli esseri e gli elementi interagiscono tra di loro e imparare a conoscere come funzionano. La nostra tendenza è invece quella di agire e di fare in base alle nostre abitudini: tagliare, piantare, rinvasare, mettere, togliere senza renderci conto che ogni modifica umana inconsapevole comporta potenzialmente dei traumi per l’ambiente naturale. Per comprendere la dinamica della natura è importante osservare con costanza, anche senza fare nulla – esattamente come nella meditazione osserviamo il nostro respiro -, e poi procedere con piccoli interventi poco invasivi perché la natura ha i propri schemi evolutivi e i propri tempi, diversi da luogo a luogo”.

E aggiunge: “Nei giardini e nel bosco intorno al tempio ho fatto vari esperimenti per aiutare il terreno a svilupparsi e per vedere quali piante amavano questo tipo di terreno e clima e quali no, anche solamente spargendo con cura dei semi qui e là. Ricordo quando Lama Gangchen venne in Brasile nel nostro terreno. Un giorno camminava lungo un sentiero seguito da una lunga e gioiosa coda di persone e a manciate prendeva i semi che avevo preparato e li lanciava da una parte e dall’altra come una pioggia”. 

Pete ha scritto e pubblicato un libro dal titolo How plants are born (Come sono nate le piante): “Lama Gangchen sapeva che Bel aveva pubblicato molti libri. Un giorno venne da me e mi disse: adesso è il tuo turno di scrivere un libro. E mi diede anche il titolo. È stata un’impresa durata 6 anni e un incredibile percorso di crescita personale”. 

La presenza di Pete ad Albagnano è preziosa non solo per quello che fa nei giardini, ma soprattutto per quello che è. Imparare dalla natura è una dote che richiede pazienza e ascolto e questa è una lezione per tutta la comunità. Pete ci sta aiutando a sentire che non solo le piante, ma tutta la montagna in cui ci troviamo è viva e ha le sue esigenze. Ci sta mostrando come funziona l’interdipendenza in natura e come possiamo imparare da lei a vivere in modo più armonioso tra di noi: “Non è sufficiente avere coscienza ecologica, ma è importante comprendere ad esempio che la montagna ha un suo modo di vivere. Le montagne sono sempre state luoghi potenti perché sono i luoghi da cui l’elemento acqua ha origine e perché sono luoghi di visione. Piante, animali ed esseri umani dipendono dall’acqua e per questo le montagne sono state da sempre sacre in tutte le culture”. 

Gli abbiamo, infine, chiesto come usare in modo consapevole la fonte d’acqua vicina al tempio, anche in considerazione del progetto di autonomia idrica del centro: “L’acqua è viva e gioiosa quando è in movimento e quando scorre e scende a valle. È importante, ad esempio, che l’acqua accumulata nelle cisterne sia mantenuta viva così come è importante che una parte d’acqua sia restituita alla montagna. Oggi purtroppo quasi tutte le fonti d’acqua del territorio in cui ci troviamo sono state utilizzate dai comuni per rifornire le abitazioni private di acqua a pagamento. Questo ha un impatto non indifferente sulla montagna e noi abbiamo in questo senso una responsabilità in più”. 

Insieme a Pete e Nathan, desideriamo ricordare amici della comunità che hanno dedicato o che ancora dedicano tempo ai giardini del Centro, in particolare: Leo e Thorsten (che hanno lasciato il corpo durante lo scorso anno), Claudia, Dean, Bernadette, Thomas, Emerson e Laura.

Guidare le pratiche: un servizio quotidiano a beneficio di tutti

Una caratteristica speciale del nostro tempio è la possibilità di partecipare quotidianamente alle pratiche di meditazione e alle puja. Non è comune, infatti, avere una tale ricchezza e quantità di pratiche tutti i giorni: anche nei monasteri e nei centri di Dharma è raro trovare tante opportunità. Chi viene al nostro Tempio può come minimo partecipare a tre pratiche con cadenza quotidiana: l’Autoguarigione Tantrica NgalSo, l’Autoguarigione per l’Ambiente e la Guru Puja. In alcune giornate, ci sono anche pratiche dedicate a specifiche divinità di meditazione in accordo con il calendario tibetano – ad esempio Tara Cittamani, Yamantaka e Vajrayogini – oppure puja e cerimonie in occasione di date speciali del calendario come il Kangso o i precetti per la luna piena e nuova.

Se al tempio di Albagnano ci sono meditazioni guidate è anzitutto grazie all’impegno e alla disponibilità dei coordinatori di pratiche, detti in tibetano umze. Gli umze del nostro tempio sono prevalentemente laici della comunità residente che si mettono a disposizione per questo servizio. Vale la pena ricordare che, grazie al sistema di streaming messo a punto dai tecnici audio e video, tutte le pratiche sono accessibili anche online sul canale YouTube NgalSo.

Ascoltiamo le voci di alcuni umze per conoscere la loro esperienza. Maria Cristina Quintili guida le pratiche dal 2000 e ci racconta: “Ho imparato direttamente da Lama Gangchen e da Francesco Prevosti, che è stato il nostro primo umze. Gli ostacoli più grandi all’inizio sono stati la mia timidezza e la paura del microfono oltre al fatto di fare da guida, ma con un po’ di familiarità tutto è diventato naturale”. Anneke Tabak si è trasferita dall’Olanda ad Albagnano e guida le pratiche dal 2016: “Mi trovavo al Labrang e Rinpoche mi chiese di fare la Guru Puja con l’aiuto di Mathias. Dopo una settimana mi disse di farla anche al tempio! All’inizio ero molto nervosa e avevo poca fiducia in me stessa, ma Rinpoche mi rassicurò dicendomi che anche i monaci impiegano molti anni prima di impararla”. Ho chiesto ad entrambe di dare un consiglio per chi vuole iniziare questo servizio: “Per guidare le pratiche è fondamentale avere una buona motivazione cioè quella di servire la comunità spirituale”. “L’importante non è cantare bene o conoscere tutti i significati bensì riuscire a recitare tutto il testo con l’attenzione di corpo, parola e mente”. 

Carmen Iodice, che guida le pratiche di meditazione sin dai primi tempi, aggiunge: “Ho avuto la fortuna di essere discepola di Lama Gangchen Rinpoche per la maggior parte della mia vita. Oggi molti di noi sono in grado di guidare le pratiche e ciò è il risultato del suo costante incoraggiamento durante i 40 anni di insegnamento in Occidente. Il tempio offre molte meditazioni e abbiamo bisogno di tante persone desiderose di mettersi al servizio della Sangha e della diffusione del Dharma”.

Janet Reijnders, che coordina il gruppo degli umze, ci parla delle caratteristiche di questo servizio e delle attuali necessità. Janet ci dice: “Normalmente chi vuole iniziare a guidare le pratiche si può affiancare ad un umze esperto e pian piano diventare autonomo. Al momento abbiamo bisogno settimanalmente di almeno 20 umze e di 10 sostituti. In caso di emergenza, la monaca Champa e altri monaci residenti sono un aiuto prezioso, ma la necessità è comunque di almeno 30 guide a rotazione. Per cui, chiunque voglia iniziare è benvenuto”.  E aggiunge: “Vorremmo anche strutturare una formazione per gli umze con l’aiuto di Lama Michel Rinpoche e dei nostri ghesce”. Se qualcuno desidera dedicarsi a questo servizio, può contattare Janet scrivendo al seguente indirizzo: janet@kunpen.it 

Le pratiche di meditazione e le puja non solo sono un servizio al percorso spirituale di ciascuno, ma anche un pilastro dell’esistenza del Tempio: proprio grazie ad esse, il nostro luogo più sacro viene continuamente ricaricato di energia nuova che sostiene e alimenta la vita di tutto il Centro e il mondo intero grazie al potere della preghiera. Anche per questo desideriamo esprimere la nostra profonda gratitudine a tutti coloro che offrono il proprio tempo e la propria voce per guidare le pratiche e si mettono così a disposizione della comunità con questo prezioso servizio.

Il sentiero delle ruote di preghiera: dal progetto alla sua realizzazione

Il progetto Mani Khorlam si sta pian piano concretizzando. Il sentiero delle ruote di preghiera porterà ad Albagnano una tradizione antichissima e aggiungerà una possibilità in più di meditare e di avvicinarsi alle pratiche spirituali. Alcuni di noi stanno già immaginando il momento in cui si potrà fare la kora nei giardini del tempio di Albagnano. Questa meditazione in movimento porterà nuova energia al centro buddhista e, nella sua semplicità, permetterà a tanti di partecipare alle pratiche del tempio e al tempo stesso di godere della bellezza e purezza dei giardini.

Nel frattempo gli artigiani nepalesi sono già al lavoro per realizzare le lamine battute a mano con il mantra Om mani padme hum mentre i nostri volontari stanno ripulendo il percorso su cui verrà realizzato il passaggio pedonale in pietrischetto di granito. 

La campagna di raccolta fondi per la realizzazione del progetto continua. Sono state già sponsorizzate 61 ruote di preghiera – 35 dall’Unione Buddhista Italiana e 26 dal Sangha – e la lotteria di capodanno è stata dedicata proprio al sostegno di questa iniziativa. Il progetto prevede l’installazione di 360 ruote di preghiera lungo tutto il percorso. È possibile sponsorizzare una ruota anche in 10 mensilità e unendosi ad altri donatori interessati.