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Buone Notizie e aggiornamenti da Albagnano – 13ª Ed.



Sommario

Secondo la visione della scienza moderna, quando il corpo fisico smette di funzionare, anche la mente segue lo stesso destino. Non così per la visione buddhista, secondo cui la mente continua. Così inizia la rara e preziosa intervista che Lama Michel Rinpoche ha fatto a Kyabje Trijang Chogtrul Rinpoche, reincarnazione di Kyabje Trijang Dorje Chang, maestro di Lama Gangchen Rinpoche e tutor del XIV Dalai Lama. 

Ma cosa significa quella frase? La mente che continua è la stessa da corpo a corpo? Le cose sembrano un po’ complicarsi per noi occidentali, imbevuti di scienza positivista e lontani da questi concetti. Per questo abbiamo bisogno di capire più a fondo come funziona il processo che chiamiamo reincarnazione. 

Tutti noi siamo reincarnazioni – ci spiega Trijang Rinpoche – e così anche gli animali lo sono. La differenza con un essere realizzato – un buddha – è che questi si reincarna per propria scelta e con il proposito di aiutare gli altri esseri; noi, invece, ci reincarniamo sotto la spinta dei nostri veleni mentali e del karma. Per questo, nel caso di un essere realizzato, usiamo la parola tulku – che letteralmente significa “corpo di emanazione” (nirmanakaya) – per riferirci alla sua reincarnazione. Addirittura Trijang Rinpoche ci dice che un essere realizzato decide dove e come rinascere. Come è possibile questo?

Più ci addentriamo nel tema e più i concetti si accavallano. Il maestro a un certo punto taglia corto e dice: le spiegazioni tecniche non aiutano molto. Allora ci fa l’esempio della candela per chiarire i nostri dubbi. La mente è come la luce della candela che permette di accendere altre candele. La luce è la stessa anche se le candele sono diverse. La luce è il continuum mentale che si mantiene di vita in vita. La mente non è la stessa, ma qualcosa di profondo della mente di prima continua nella mente successiva. 

Trijang Rinpoche continua spiegando che tutti noi nasciamo con delle impronte, con delle predisposizioni. Da dove arrivano queste? La rispost1a del buddhismo è semplice: dalle vite precedenti. Non è facile per noi vedere le cose da questa prospettiva: perlopiù cerchiamo di dare spiegazioni usando la conoscenza delle scienze moderne, cioè la fisica, la chimica, la psicologia e così via. Eppure anche mettendo insieme queste conoscenze preziose, non abbiamo risposte convincenti per alcune domande fondamentali dell’umanità, come ad esempio: da dove nasce la coscienza?

L’intervista a Trijang Rinpoche entrerà a far parte di un documentario – diretto da Nico Miranda e Rocio Carbajo e scritto da Lama Michel Rinpoche – che ci offrirà uno sguardo approfondito sulla reincarnazione in generale e sulla reincarnazione del fondatore del nostro Centro, Lama Gangchen Rinpoche, che ha deciso di tornare tra di noi per continuare a guidarci sul sentiero della pace interiore nella persona di Francesco Naropa.

Lo scorso maggio Lama Michel Rinpoche – accompagnato da un gruppo di discepoli – ha fatto visita a Trijang Rinpoche nel Vermont. Nel gruppo c’era anche Francesco Naropa coi suoi genitori. È stata un’occasione speciale perché Trijang Rinpoche e Francesco Naropa si sono incontrati per la prima volta e hanno trascorso del tempo insieme. Nell’intervista Trijang Rinpoche racconta: “Quando ho visto Francesco Naropa ero felice di incontrare nuovamente il mio amico, ma allo stesso tempo triste perché il mio amico non c’era più”. Questa confessione è uno dei momenti più commoventi dell’intervista perché ci regala uno squarcio davvero intimo di un tulku che incontra un altro tulku a cui è legato di vita in vita.  

I testimoni di questo incontro hanno visto l’affetto e la speciale connessione tra i due. Tra le vicende cui hanno assistito, una ha colpito in modo particolare. Ad un certo punto, Francesco Naropa ha chiesto a Trijang Rinpoche: “Ma perchè abiti così lontano?”. E lui ha risposto: ”Perché io mi prendo cura di questa parte del mondo mentre tu ti prendi cura di quell’altra”. 

Così si è chiuso un viaggio che apre ad una storia nuova che è anche la nostra storia. Perché abbiamo bisogno di maestri che ci guidino con amore e saggezza in un mondo confuso e  disorientato. Possano i maestri avere una lunga vita. Possano le condizioni per la crescita e l’educazione di Francesco Naropa essere le migliori affinché possa portare beneficio a tutti gli esseri.un programm 

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Se hai sbirciato tra i libri e le sadhane per le pratiche che ci sono nel negozio di Albagnano, ti sarà capitato di vedere titoli strani Hoe brengen we spiritualiteit in ons dagelijks leven oppure come Un arcoíris de néctares curativos. Perché sono lì? In fin dei conti, non ci basta avere i nostri libri in italiano e in inglese, cioè la lingua nazionale e la lingua veicolare principale del sangha internazionale?

Devi sapere che da anni ci sono amici e amiche che hanno dedicato tempo e sforzo a tradurre i libri e le sadhana principali del nostro lignaggio in altre lingue, in particolare: tedesco, olandese e spagnolo. Li abbiamo intervistati per scoprire quali sono i vantaggi e i benefici di avere questi testi a disposizione dei visitatori e dei discepoli che vengono al Tempio.

Maria Corniero, dopo il suo incontro con Lama Gangchen nel 1998, ha messo a disposizione la sua professionalità di traduttrice per il suo maestro e per la sangha, insieme a un gruppo più ampio che ha lavorato in Spagna, Argentina e Cile, spesso con poche risorse: “È stato un modo per restituire al mio maestro, almeno in parte, la ricchezza che ha portato nella mia vita. Preservare i suoi preziosi insegnamenti nella lingua spagnola è stato un po’ come continuare l’impegno di una delle sue reincarnazioni precedenti: nel XXII secolo, infatti, Trophu Lotsawa ha tradotto importanti testi dal sanscrito al tibetano. Oggi la sfida è davvero quella di trasferire in una lingua occidentale moderna una visione del mondo e concetti lontani nel tempo e nello spazio”.

Irene Zwaan vive proprio ad Albagnano e ci racconta: “Dal 2012 sono impegnata nella traduzione in olandese dei testi dei nostri maestri. Ogni volta che Lama Michel Rinpoche fa visita al centro di Dharma in Olanda, ci organizziamo per presentare una nuova traduzione dei suoi insegnamenti. Non è facile rendere il suo linguaggio così personale e accessibile – ma al tempo stesso accurato – nella lingua olandese. Tuttavia, la nostra sangha apprezza di poter leggere titoli come La natura della realtà oppure Il sentiero verso la felicità nella propria lingua materna”. 

Infine, Kris Dohmen – anche lui ad Albagnano da vari anni – ammette: “La possibilità di ascoltare Lama Michel Rinpoche in gompa, mi permette di elaborare meglio il suo pensiero e i suoi discorsi quando traduco i suoi insegnamenti nella lingua tedesca. Mi dedico alle traduzioni da circa dieci anni e ho visto che le trascrizioni in lingua materna di brevi insegnamenti offrono a persone che non conoscono Lama Michel e il Dharma l’opportunità preziosa di poterli avvicinare con letture poco impegnative”.

Se parli spagnolo, olandese o tedesco, oggi sai che puoi contare anche su un certo numero di titoli nella tua lingua madre. Quando vieni ad Albagnano, fai una tappa al negozio e chiedi di questi libri. E magari sarai per una volta stupito di poter leggere le parole dei maestri in una lingua a te familiare. 

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Anno dopo anno le iniziative diventano più numerose e più ricche, aprendosi a fasce d’età e a proposte nuove. Così un campo estivo per bambini iniziato alcuni anni fa ha aperto la strada ad un calendario di eventi per piccoli e grandi, compresi gli adolescenti e gli adulti di tutte le età.

Da ottobre di quest’anno fino all’estate del 2027 le iniziative sono tante. La collaborazione con Teatro Selvatico, ormai giunta al settimo anno, continuerà anche nei prossimi eventi. Oltre i campi per bambini e adolescenti, verranno realizzati campi per adulti e genitori in cui saranno proposte nuove esperienze focalizzate sul corpo e sulla relazione con l’ambiente, con se stessi e con gli altri.

Si aggiungono le proposte per i più piccoli dai 5 agli 8 anni, guidate dalla formatrice Connie Testa, per accompagnare i bambini nell’esplorazione dello spazio interiore. Si tratta di 6 incontri dedicati alle cosiddette paramita (perfezioni) che sono presentate ai bambini tramite i racconti, lo yoga, lo sviluppo dell’immaginazione e tante altre attività adatte alla loro età. Sei incontri al Centro di Milano (da ottobre a marzo) e tre incontri al Centro di Albagnano (da gennaio e luglio).

Ben due saranno le settimane di campi per adulti e genitori nel giugno 2027. Si chiama “Origine” la nuova proposta elaborata da Teatro Selvatico con Lama Michel Rinpoche e gli educatori del Centro di Albagnano, e sarà basata su vari linguaggi artistici che aiuteranno ad esprimere se stessi, senza requisiti di accesso. Tutte le esperienze sono aperte a tutti.

Si conclude in bellezza con il tradizionale campo per bambini e adolescenti a luglio. Le iscrizioni per questa iniziativa si apriranno a maggio del 2027, quindi ci vorrà un po’ di pazienza e attesa.

Ad Albagnano, quindi, non ci sono solo momenti di insegnamenti formali, ma tanti altri dedicati all’apprendimento tramite l’esperienza, in cui il Dharma diventa condivisione, connessione ed esperienza corporea al di là della fede e della religione che uno professa. Esperienze per scoprire la preziosità di questa vita e per viverla al meglio, imparando ad amare se stessi, gli altri e ad aprire la propria mente alla realtà così com’è.

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